La prevenzione cardiovascolare è consigliabile iniziarla intorno ai 40 anni per gli uomini e 10 anni dopo per le donne, anche in assenza di sintomi, per valutare il profilo di rischio individuale. È fondamentale, però, prestare attenzione a eventuali fattori di rischio o sintomi specifici che potrebbero richiedere controlli più precoci.
Approfondimento:
Età
Mentre per gli uomini il rischio cardiovascolare aumenta significativamente dopo i 40 anni, per le donne la protezione ormonale pre-menopausa rallenta questo processo, rendendo consigliabile iniziare i controlli un po’ più tardi.
Fattori di rischio
La presenza di ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo, obesità, sedentarietà o familiarità per malattie cardiovascolari, può rendere necessario anticipare la prima visita cardiologica.
Sintomi
Dolore al petto, palpitazioni, difficoltà respiratorie e vertigini sono campanelli d’allarme che richiedono un controllo medico tempestivo.
Controlli periodici
In assenza di fattori di rischio, è consigliabile effettuare una visita cardiologica con ECG ed esami del sangue ogni due anni dopo i 35-40 anni per gli uomini e 45-50 per le donne. In presenza di fattori di rischio o sintomi, i controlli devono essere più frequenti e personalizzati.
Esami
Gli esami di prevenzione cardiovascolare includono l’elettrocardiogramma (ECG), l’ecocardiogramma, Ecocolor doppler, test da sforzo con cicloergometro, esami del sangue (colesterolo, glicemia) e misurazione della pressione arteriosa.
Stile di vita
Adottare uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, attività fisica regolare e astensione dal fumo, è fondamentale per la prevenzione cardiovascolare
Se i fattori di rischio sono molteplici esiste un effetto moltiplicativo, come dire che tali fattori si potenziano vicendevolmente. Al fine di una corretta valutazione complessiva del paziente è sempre corretto eseguire quindi una valutazione del rischio complessivo del paziente e per ottenere questa valutazione si devono utilizzare le carte del rischio a disposizione di tutti i medici che consentono di ottenere un numero che esprime la probabilità per ciascun paziente di andare incontro ad un evento cardiovascolare nei 10 anni di vita successivi.
Per spiegare meglio il concetto di valutazione del rischio globale basta capire che il medesimo valore di pressione sistolica, ad esempio 145mmHg, in un paziente senza altri fattori di rischio lo espone ad un rischio basso, rischio che diventa viceversa moderato/elevato in presenza di almeno tre fattori di rischio che abbiamo imparato a riconoscere.
Saranno soggetti a Rischio Elevato/Molto Elevato i pazienti che presentano:
- Cardiopatia ischemica pregressa
- Valori di pressione molto elevati, PAS ≥180 mmHg e/o PAD ≥110 mmHg
- Diabete mellito
- Nefropatia
- Sindrome metabolica
Il riconoscimento del livello di rischio individuale è importante perché influenza le scelte terapeutiche, il loro timing e la loro intensità di cura.